Nelle ridenti vie della bella Verona, ho udito espressioni di ammirato stupore, ma anche di vernacola stizza, indirizzate all’oggetto di cui sopra, cioè al lussuoso fuoristrada e/o al di esso conducente o conduttrice, definito dallo scaligero con il pittoresco epiteto “suvàro” – ove per “suvàro” o “suvàra” si intende: “conducente o conduttrice di S.U.V.”, cioè di lussuosa fuoristrada; trattasi di vox media, priva di connotazioni qualitative, ma che nell’uso, associata ad altri epiteti, patronimici, determinazioni di luogo e di tempo, espressioni di dubbio, timore o possibilità, assume le più varie coloriture.
Accompagnandomi a un’amico di altra provenienza, non venetica né lombarda, ma romano-terronica, parlante egli un puro fiorentino benché screziato appena di ascolano, mi vidi più e più fiate interrogato sull’esatta valenza semantica di dette espressioni.
A uso di lui, ma anche di tutti coloro che per le vie della ridente Verona odano ciò che i lussuosi fuoristrada, assieme ai loro conducenti e conduttrici, evocano nelle acute favelle degli scaligeri, ho composto quanto segue.
Sèto Usarlo, Vèra?
“Chiedo conferma del fatto che tu sia in grado di utilizzare con competenza e sufficiente abilità le possibilità tecniche che il mezzo del quale ti sei posto alla guida ti fornisce”
Savérlo Usàr, Va bèn?
“Ti chiedo se non sia opportuno, prima di assidersi al posto di manovra di un lussuoso fuoristrada, accertarsi di essere effettivamente in possesso dei requisiti psicofisici necessari al suo impiego ottimale, nonché dell’esatta conoscenza da parte tua delle procedure necessarie ad un apprezzabile contegno di guida”
...te lo sé che te Sì Un Vanèsio?
“Sei al corrente del fatto che la vanità occupa, nel quadro dei tratti che compongono la tua non comune personalità, un ruolo assolutamente rilevante, al punto tale da mettere in ombra la presenza in essa d’ogni altra connotazione e da presentare carattere di netta dominanza nell’universo della tua emotività?”
Espressioni dubitative, vagamente suppositive, che potrebbero configurare un’aspettativa negativa in colui che le pronunzia, espressa a propria volta dal tono, dall’inclinazione della testa, dal moto delle ciglia.
Sarìa Utile Vardar…
“L’utilizzo delle facoltà percettive attraverso il canale visivo, mediante un adeguato impiego del taccuino visuo-spaziale caratteristico del sistema della Memoria a Breve Termine, rivestirebbe carattere di indubbia utilità nell'esercizio delle tua facoltà cognitive nel mentre sei alla guida di un lussuoso fuoristrada”.
Espressione rassegnata, a sfondo livemente ironico, che lo scaligero rivolge al conducente, o più spesso alla conduttrice, di lussuoso fuoristrada, vedendolo/a impegnato/a in manovre di parcheggio; essa risuona a mezza voce, accompagnata da un lieve sorriso, una volta ch’egli/ella abbia atterrato una fioriera del Comune, ammaccato lo sportello di un’auto in sosta, inclinato un lampione, travolto un cavalletto degli operai AGSM.
‘Sa èlo, Un Veliér?
“Chiedo quale sia l'esatta definizione dell’imponente mezzo di trasporto che ha occupato temporaneamente il mio campo visivo, non riuscendo a identificarne con precisione la forma, caratterizzata da linee che fatico a categorizzare mediante riduzione a categorie che già mi siano note e constatando che le dimensioni appaiono davvero eccessive, specialmente in relazione alla conformazione della antiche vie della mia bella città; trovo che detto mezzo somigli ad una nave con propulsione a vela, ma ciò mi appare alquanto strano”.
Sìto Un Vescovo?
“Appartieni forse alla più alta gerarchia ecclesiastica, così che ciò renda accettabile il fatto che tu percorra le anguste vie della nostra bella città ostentando un tale lusso e chiedendo ad ogni passante un reverente quanto presto omaggio?”
Spacà, Usà, Vendùo
“Gravemente danneggiato a causa dell’imprudente condotta di guida unita all’imperizia nell’esecuzione delle necessarie procedure di manovra, utilizzato fino al consumarsi delle possibilità d’impiego, e poi furbescamente venduto ad un arrivista esibizionista, desideroso di far mostra di sé, ignaro della turlupinatura che veniva con ciò architettata ai suoi danni”
Prego il gentil lettore di prestare la massima attenzione al dialogo che segue.
Trattasi di un dialogo frequente, che dimostra tutta l’anima del conducente di lussuoso fuoristrada, intento spesso a chieder via, negli affollati corsi Mazzini, Stella, Cappello, Zambelli, Sottoriva, Emilei e altri, o nella gremita piazze delle Erbe, delicatamente premendo le terga dei passanti con il lucido e scintillante muso del lussuoso fuoristrada medesimo; parimenti, è palesata la disposizione soavemente contemplativa del passante scaligero:
(gentil passante)
‘Sa Urtito, Vandalo?
“O appartenente a un’antica popolazione nomade dedita al saccheggio, per quale motivo premi così insistentemente le mie terga, senza che io abbia a ciò espresso un libero consenso?”
(cordial suvàro/a)
‘Sa Urlìto, Vècio?
“Per quale mai ragione intensifichi l’emissione della voce, o antico di giorni?”
(gentil passante)
‘Sa ‘Uto? Vainmona!
“Cosa desideri? Recati al luogo dal quale uscisti il dì della tua nascita, e del quale hai certamente una conoscenza vaga, onirica e approssimativa a causa della tuo costante, intensa e proficua dedizione al più sfrenato onanismo; ciò è noto a chiunque, anche a me, ed appare evidente dal tuo comportamento e dai tuoi tratti somatici; dunque, approfitta del provvidenziale invito e recati colà”
(cordial suvàro/a)
…ma Séghete l’Usèl col Vero!
“Approfittando delle taglienti estremità d’un utensile in vetro, recidi alla base il tuo virile membro: ciò ti gioverebbe, ed io caldeggio una tua immediata scelta in questo senso”
(gentil passante)
…no te lo Sé che ghè Una Via?
“Ignori forse l’esistenza, in questo ameno luogo per il quale vai or ora transitando, della pubblica strada, sulla quale anche i pacifici viandanti hanno diritto di poter deambulare senza ricevere incomodi di sorta, e senza essere premuti nelle terga?”
(altro passante)
…Sìga, Urleghe Vainmona…
“Digli a gran voce, in modo chiaro e senza ambiguità di sorta, di recarsi prontamente al luogo ecc. ecc.”
(cordial suvàro/a)
Sèngalo! Ustionàdo! Vicentìn!
“O tu, che hai avuto nobili natali in un popolo fiero e libero, proveniente dalle steppe dell’Est, che va diffondendo ovunque la propria millenaria cultura nei territori dell’Unione Europea grazie al trattato di Schengen, e che percorre su romantiche roulotte la nostra bella Europa, vivendo all'avventura di ciò che la generosità del luogo offre al suo sostentamento! O tu che susciti la mia pietà, poiché ti vedo ferito a causa del contatto tra l’epidermide e una materia rovente che ne ha distrutto l’epitelio! O tu, che sei originario della bella Vicenza, e di tale magnifica città hai le costumanze!”
(gentil passante)
… tàsi, che te sì Semo/a come Un Vedèl!
“Abbi la compiacenza di osservare un rispettoso silenzio al mio cospetto: come appare chiaro non solo a me ma anche a tutti coloro che abbiano l’avventura di imbattersi nella tua persona, le tue abilità cognitive sono indubbiamente pari a quelle di un bovino!”
(cordial suvàro/a)
Sfigà, Usa un po’ el Vasìn!
“O tu che sei certamente privo di chiara conoscenza dell’anatomia e della fisiologia dell’apparato genitale femminile, a causa della tua comprovata cittadinanza sodomitica e/o di evidenti difetti di natura, probabilmente d’origine genetica, che tengono da te lontano il gentil sesso, recati ad un piccolo WC in plastica, privo di scarico, generalmente destinato all’uso degli infanti, e là profondi un cospicuo diluvio di materia fecale, all’uso dei più teneri lattanti!”
(gentil passante)
te Stùpito Una Volta?
“Non desideri forse addivenire ad un atteggiamento di civile confronto, interrompendo l’ardire della tua loquela, così da permettere un conversare tra noi d’amore e cortesia?”
(cordial suvàro/a)
…ma va’ a Sligar Una Vaca…
“Recati ad esercitare le bucoliche funzioni inerenti alla tua romantica e dignitosa professione, liberando con generosità uno sventurato bovino dalla cavezza che lo trattiene, e permettendogli di recarsi al pascolo, libero e felice”
(altro passante, al cordial suvàro/a)
…Sèmo/a, Urtito un/una Vècio/a?
“Sciocco/a, eserciti indebitamente una sgradita forma di pressione sulle terga di un/una geronte, antico/a di giorni, dal capo canuto, a disperegio della di lui/lei dignità?”
(altro passante, tra sé e sé)
Starìa Un’ora a Vardàrla…
“Starei un’ora in assorta contemplazione del lussuoso fuoristrada, o anche della lasciva suvàra che ammicca dall’alto del luogo deputato alla guida del medesimo, con generosa scollatura, carnose labbra e sguardo che chiaramente allude ad alte qualifiche professionali delle quali gradirei davvero poter fare immediata e gratificante, completa esperienza”.
(altro passante,
rivolto al/alla gentil passante urtato/a nelle terga)
Spàcaghe Un Véro!
“Infrangi, orsù, con presto movimento, uno dei vitrei schermi che ti separano dalla cordial persona regalmente assisa sul lussuoso fuoristrada, acciò che nulla più s’interponga tra voi due!”
(altra passante, al braccio del marito)
Senti, Ugo, Vàrda…
“Ascolta, Ugo, osserva…”
(altro passante)
…che Saùgo! el sarà Un Vicentìn!
“Che criticabile persona, totalmente estranea alla natura umana, portatrice di vizi e incorreggibili difetti, intimamente guasta, viziata da genetiche magagne! Dev’essere originaria della ridente Vicenza!”
(altro passante)
…el Stava Urtando, Vàrda lì…
“Era intento ad esercitare una pressione sulle terga del suo attuale interlocutore, benché privo del di lui esplicito consenso, l’hai notato? Altrimenti, applica ora le tue facoltà percettive a ciò che sta accadendo, e decodifica rettamente ciò di cui t’ho fatto cenno”.
(cordiàl suvàro/a)
Stràson/a! Usuraio/a! Vècio/a!
“Persona senza fissa dimora, priva di residenza e conseguentemente di codice fiscale, vestita d’abiti logori e consunti! O tu dèdito al prestito a interesse, che applichi tassi ben al di là di quelli ammessi dalle vigenti normative in materia, ed esigi anche, con perentorie minacce e criminose intimidazioni, puntuali pagamenti, benché in nulla a te dovuti! O antico di giorni, la cui esperienza corona di saggezza il capo canuto, adornandolo di liete voglie sante!”
(gentil passante)
Séngalo! Ungaro! Vicentin!
“O tu, che hai avuto nobili natali in un popolo fiero e libero, proveniente dalle steppe dell’Est, che va diffondendo ovunque la propria millenaria cultura nei territori dell’Unione Europea grazie al trattato di Schengen, ecc. ecc. (vedi sopra)! O tu, che sei originario della bella Ungheria, il che non è un male in sé, bechè sia ovvio che, se tu fossi una brava persona, saresti nato qui a Verona! O tu, che hai patria in quel di Vicenza, e della patria tua hai le costumanze!”
(cordial suvàro/a)
...ma Strùca Un Vagonsìn col bìri!
“Anziché altercare con la mia persona, dando cattivo esempio agli infanti che ci stiano avventuratamene ad osservare, comprimi delicatamente un piccolo vagone ferroviario: puoi utilizzare come utensile l’organo di cui Natura t’ha fornito, benché in dimensioni assai ridotte, in vista della procreazione della specie!”
(gentil passante)
Sicuro/a? Uto Védar?
“Sei certo di quanto affermi? Non desideri forse constatare di persona quale sia l’effettiva dotazione di cui la Natura ha avuto la compiacenza di fornirmi all’atto della mia nascita? Ne saresti assai sorpreso, a mio modesto parere…”
(cordial suvàro)
…tàsi, che te Spusi! Usa la Vasca!
“Abbi la compiacenza di interrompere il tuo eloquio, e osserva al mio cospetto un rispettoso silenzio: infatti, le ghiandole sudoripare che la tua camici inutilmente cerca di nascondere producono una sgradevole emissione che giunge fino a me, e che colpisce sfavorevolmente le mie facoltà percettive. Deduco che ciò sia causato dal ridotto o addirittura mancato utilizzo, da parte tua, degli impianti idrico-sanitari convenientemente installati in ogni civile abitazione; t’invito pertanto a rivedere la tua decisione di non usufruire tanto spesso della loro presenza, e a farne un più corretto e frequente impiego”
Il dialogo, a cui frequentemente può accader d’ assistere, ha luogo assai sovente e in vari luoghi cittadini: esso assume fogge varie e pittoresche, che sarebbe assai temerario ardire d’imitare. Quanto sopra, però, basti all’accorto lettore per formarsi una documentata opinione.